03 - Immagine del mondo: la religione delle illusioni

La risposta foscoliana al nulla

1. Il problema: il nulla eterno

Foscolo eredita dall’Illuminismo materialista una visione radicale: l’uomo è materia, la natura non ha scopi morali, la morte non apre a una vita ultraterrena. Con la morte finisce tutto. Questa idea viene spesso riassunta nell’espressione “nulla eterno”.

Il nulla eterno non è solo una teoria filosofica. È una pressione interiore. Se tutto finisce, che valore hanno l’amore, la patria, la gloria, il sacrificio? La risposta più facile sarebbe dire: nessuno. Foscolo, però, non si accontenta di questa risposta. Sarebbe troppo vera e troppo povera.

2. Che cosa sono le illusioni

La parola “illusione” può trarre in inganno. In Foscolo non significa semplice bugia. Le illusioni sono costruzioni consapevoli della coscienza umana: valori, immagini, legami, memorie che non annullano la morte, ma permettono di vivere nonostante la morte.

Foscolo sa che queste illusioni non sono verità scientifiche. Tuttavia sono verità umane. La patria, l’amore, la bellezza, la memoria e la poesia non cambiano le leggi della materia; cambiano il modo in cui l’uomo attraversa la propria finitezza.

Illusione

Che cosa dà all’uomo

Dove appare

Amore

Unione, intensità, salvezza momentanea dalla solitudine

Ortis, sonetti

Patria

Appartenenza, identità, dignità civile

Ortis, Sepolcri

Memoria

Sopravvivenza nel ricordo dei vivi

Sepolcri, In morte del fratello Giovanni

Gloria

Esempio morale per i posteri

Sepolcri

Bellezza e arte

Armonia, civiltà, elevazione spirituale

Le Grazie

Poesia

Durata simbolica oltre la morte

Tutta l’opera foscoliana

3. Perché “religione” delle illusioni

Si parla di religione delle illusioni perché queste illusioni svolgono la funzione che un tempo svolgeva la religione: danno senso, uniscono gli uomini, creano riti, custodiscono memoria, offrono consolazione. Ma è una religione laica: non si fonda su Dio, bensì sull’arte, sull’affetto, sulla storia e sulla poesia.

Il sepolcro, per esempio, non serve al morto. Se il morto non sente più nulla, la tomba non può dargli beneficio. Serve però ai vivi: permette di ricordare, di amare ancora, di trasmettere valori. La tomba diventa un segno. E la poesia diventa una tomba più resistente della pietra.

4. Le illusioni nelle opere

Nell’Ortis

Jacopo vive di due grandi illusioni: la patria e l’amore. La patria è tradita dalla politica; Teresa è irraggiungibile. Quando entrambe cadono, Jacopo non trova più una ragione per restare nel mondo. Il suicidio è il segno tragico del crollo delle illusioni.

Nei Sepolcri

Qui Foscolo non mostra solo il crollo, ma la forza positiva dell’illusione. La memoria dei morti educa i vivi. Le tombe degli uomini grandi accendono virtù. La poesia conserva ciò che il tempo distrugge.

Nelle Grazie

La bellezza diventa la più alta delle illusioni. Le Grazie rappresentano l’arte che ingentilisce l’uomo, lo strappa alla brutalità e costruisce una civiltà più armonica. Qui Foscolo cerca una salvezza attraverso il mito e la forma.

Nei sonetti

Nei sonetti la religione delle illusioni diventa intima: la sera rende la morte sopportabile, Zacinto sopravvive nel canto, il fratello morto resta vivo nel dolore della madre e nella parola poetica.

5. Illusioni vere

Il punto più moderno di Foscolo è questo: egli non torna ingenuamente alla fede, ma non si arrende neppure al cinismo. Le illusioni sono “vere” non perché dimostrabili, ma perché necessarie alla dignità umana. Senza illusioni l’uomo è solo materia che passa. Con le illusioni diventa memoria, gesto, bellezza, responsabilità.

Foscolo e Schopenhauer: due risposte al limite

Il mondo privo di una garanzia provvidenziale apre risposte differenti: Foscolo costruisce significati attraverso affetti, memoria e poesia; Schopenhauer interroga il dominio del volere.

Materialismo e mondo non fatto per l’uomo · Illusioni e liberazione: il confronto