XVIIISettecentoParini · Alfieri · Goldoni

DISPENSA DI LETTERATURA · ILLUMINISMO

DAL MONDO DEI CETI ALLA NUOVA SOCIETÀ

Ancien Régime, Illuminismo e tre diverse “fratture”

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1. IL MONDO PRECEDENTE

Ancien Régime: una società costruita su ceti, autorità e gerarchia

La società dell’Ancien Régime è organizzata in ceti, o “stati”. Il primo Stato è il clero, il secondo la nobiltà, il terzo comprende tutti gli altri gruppi sociali. Ogni individuo nasce dentro una posizione già definita e la gerarchia viene considerata parte dell’ordine naturale della società.

In questo sistema contano soprattutto il privilegio, il rango e l’autorità. Il lavoro, invece, assume un significato diverso a seconda del ceto: per la nobiltà non è un valore necessario, mentre per la borghesia diventa sempre più un elemento fondamentale della propria identità.

Illuminismo: la ragione mette in discussione ciò che prima sembrava intoccabile

L’Illuminismo introduce un criterio nuovo: tutto deve poter essere sottoposto al giudizio della ragione. Le autorità, i privilegi e le gerarchie non vengono più accettati soltanto perché esistono da sempre. Devono dimostrare di avere una funzione e una giustificazione.

Da qui nasce il valore della libertà, intesa anche come indipendenza: essere liberi significa non dipendere completamente dalla volontà di un altro. La critica illuminista non produce una sola risposta: Parini, Alfieri e Goldoni partono da ceti diversi e reagiscono in modo diverso alle contraddizioni del loro tempo.

Tre autori, tre punti di partenza

AUTOREPROVENIENZAVALORE DI PARTENZAFRATTURA
PARINIDal terzo Stato al primo StatoLavoro + valori cristianiCritica al privilegio
ALFIERISecondo StatoEroismo + autonomiaCritica alla tirannia
GOLDONITerzo StatoLavoro + libertàIdentità borghese

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2 · GIUSEPPE PARINI

PARINI: IL PRIVILEGIO DEVE TORNARE A ESSERE RESPONSABILITÀ

Da dove parte

Parini proviene dal terzo Stato, cioè da un ambiente nel quale il lavoro è un valore essenziale. Per la borghesia lavorare non è soltanto una necessità economica: significa essere utili, costruire la propria autonomia e dare dignità alla propria esistenza.

Diventando sacerdote, Parini entra invece nel primo Stato. Porta con sé valori cristiani, ma non accetta che la religione si trasformi in difesa automatica del privilegio. Per questo critica gli aspetti repressivi della Controriforma e, da illuminista, sottopone anche le autorità al giudizio della ragione.

La frattura concreta: l’esperienza presso i Serbelloni

Il contrasto diventa concreto durante il suo lavoro presso la famiglia Serbelloni. Quando assiste all’umiliazione di una cameriera, Parini non accetta che la differenza di ceto giustifichi l’offesa alla dignità di una persona e decide di lasciare quell’ambiente. È un gesto importante perché mostra che, per lui, la libertà morale vale più della sicurezza garantita dalla dipendenza da una famiglia nobile.

L’opera: Il Giorno

Nel Giorno Parini costruisce una critica pedagogica della nobiltà. Il suo obiettivo è mostrare quanto sia vuota la vita del “giovin signore”, occupato in gesti eleganti e inutili mentre altri lavorano. L’immagine del nobile che rientra all’alba dopo una notte di divertimenti, mentre il contadino si alza per andare al lavoro, rende visibile il contrasto tra privilegio e utilità sociale.

La funzione dell’opera è quindi educativa: la nobiltà dovrebbe tornare alla sua antica funzione di guida morale e culturale della società. Il bersaglio di Parini non è soltanto il singolo nobile, ma un ceto che ha dimenticato perché possiede prestigio e autorità.

La tecnica: satira e antifrasi

Parini usa la satira e soprattutto l’antifrasi: finge di lodare il giovane nobile, ma costruisce la lode in modo tale che il lettore ne percepisca l’assurdità. Il tono apparentemente solenne rende ancora più evidente la distanza tra la grandezza delle parole e la piccolezza delle azioni.

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3 · VITTORIO ALFIERI

ALFIERI: QUANDO IL POTERE DIVENTA TIRANNIA

Da dove parte

Alfieri appartiene al secondo Stato: è nobile, ricco e privilegiato. Dal mondo aristocratico eredita il valore dell’eroismo, dell’orgoglio personale e dell’indipendenza. Proprio questi valori, però, lo portano a rifiutare un potere che pretende obbedienza senza dimostrare qualità o merito.

La frattura: il potere senza qualità

L’esperienza scolastica gli offre un’immagine concreta di questo problema. Alfieri descrive quell’ambiente con una formula durissima: «un asino tra asini, diretto da un asino». Il punto non è soltanto la scuola: è l’idea di un’autorità che pretende di comandare pur non possedendo alcuna superiorità reale.

Da qui nasce la sua opposizione all’assolutismo. Quando il potere si concentra in una sola persona e non incontra limiti, per Alfieri smette di essere semplice autorità e diventa tirannia. La libertà, allora, coincide con l’indipendenza: non essere subordinati alla volontà arbitraria di un altro.

Della tirannide

Nel trattato Della tirannide Alfieri porta il conflitto tra libertà e potere alla sua forma più radicale. Da una parte c’è il tiranno, che concentra il potere e nega l’autonomia; dall’altra l’uomo libero, che non accetta di vivere nella subordinazione. Nel modello alfieriano l’eroe arriva fino allo scontro estremo con il tiranno: la libertà vale più della sicurezza e perfino della vita.

Del principe e delle lettere

Nel Del principe e delle lettere il problema si sposta sul rapporto tra potere e cultura. Lo scrittore deve essere libero, e per esserlo deve evitare la dipendenza economica dal principe o dal mecenate. Chi viene mantenuto dal potere rischia infatti di non poterlo criticare.

Per Alfieri la letteratura diventa così una forma di denuncia e di risveglio. La penna può “ferire” più della spada perché rende visibile l’oppressione, dà parole alla libertà e mette in discussione l’autorità. La forza dello scrittore non sta nel comandare, ma nel poter dire ciò che il potere vorrebbe tacere.

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4 · CARLO GOLDONI

GOLDONI: LA BORGHESIA VUOLE ESSERE RAPPRESENTATA PER QUELLO CHE È

Da dove parte

Goldoni appartiene al terzo Stato. Il suo mondo riconosce nel lavoro, nella concretezza e nella libertà personale valori sempre più importanti. La borghesia sta acquistando una consapevolezza nuova: non vuole soltanto migliorare la propria condizione economica, ma comincia a riconoscersi come gruppo sociale dotato di valori propri.

La frattura teatrale: dalle maschere ai caratteri

La commedia dell’arte rappresentava i personaggi attraverso maschere e tipi fissi. Per Goldoni questo modello non basta più: una società che sta scoprendo la propria identità non può essere rappresentata soltanto attraverso stereotipi. Il teatro deve osservare il mondo reale e restituire persone riconoscibili, diverse tra loro, definite dal loro carattere.

Nasce così la commedia di carattere: il personaggio non è più soltanto “il servo”, “il vecchio”, “il nobile”, ma un individuo che agisce secondo una personalità precisa. Il teatro diventa uno specchio della società concreta e dei suoi nuovi rapporti.

L’opera: La locandiera

Mirandolina è la quintessenza di questa nuova identità borghese. È proprietaria della locanda, lavora, sa amministrare i rapporti con i clienti e difende la propria autonomia. La sua libertà non consiste nel diventare nobile, ma nel poter decidere della propria vita senza rinnegare il ceto a cui appartiene.

Anche quando si confronta con i nobili, Mirandolina non è affascinata dal loro rango. Li osserva in modo concreto, li gestisce come clienti e dimostra di saper controllare la situazione meglio di loro. La sua forza nasce dall’intelligenza pratica, dall’indipendenza e dalla consapevolezza del proprio valore.

Il matrimonio con Fabrizio non rappresenta una fuga verso un ceto superiore. Al contrario, conferma l’appartenenza di Mirandolina al terzo Stato. La borghesia, in Goldoni, non ha bisogno di diventare aristocrazia per acquistare dignità: comincia ad accettare e difendere la propria identità.

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Sintesi finale: tre modi di rompere con il vecchio mondo

AUTOREFRATTURARISPOSTAOPERA
PARINIIl privilegio senza funzioneRiformare la nobiltà attraverso la critica pedagogicaIl Giorno
ALFIERIIl potere senza limitiDifendere la libertà contro la tiranniaDella tirannide · Del principe e delle lettere
GOLDONILa rappresentazione per stereotipiDare alla borghesia un’identità concretaLa locandiera