ANTOLOGIA • I MITI GRECI 5. L’ILIADE: L’IRA DI ACHILLE E IL MONDO DEGLI EROI Per capire l’Iliade non basta seguire i fatti. Dobbiamo applicare il metodo che abbiamo imparato: partire dal testo, tornare all’antefatto e leggere tutto dentro il suo contesto. IDEA CHIAVE L’Iliade non racconta tutta la guerra di Troia. Racconta un momento preciso dell’ultimo anno di guerra: l’ira di Achille e le conseguenze che essa produce. 1. PRIMA DI LEGGERE: TESTO, ANTEFATTO, CONTESTO TESTO = ciò che il poema racconta direttamente. ANTEFATTO = ciò che è accaduto prima e che rende comprensibili i fatti. CONTESTO = il mondo di valori, regole, credenze e rapporti sociali entro cui agiscono i personaggi. Il movimento della comprensione resta quindi: TESTO ↔ ANTEFATTO TESTO ↔ CONTESTO 2. CHE COS’È L’ILIADE L’Iliade è un poema epico della tradizione greca, attribuito a Omero e composto da 24 libri. Il titolo deriva da Ilio, altro nome di Troia. Ma il poema non racconta l’intera guerra: non racconta il cavallo di Troia, la morte di Achille né la distruzione della città. Il suo vero centro è indicato fin dal primo verso: l’ira di Achille. La guerra dura ormai da quasi dieci anni. Proprio in questa fase finale esplode il conflitto tra Achille, il più forte guerriero acheo, e Agamennone, capo della spedizione greca. 3. L’ANTEFATTO: COME SI È ARRIVATI ALLA GUERRA DI TROIA Per capire l’Iliade dobbiamo tornare indietro. • Paride, principe troiano, viene chiamato a giudicare quale sia la più bella tra Era, Atena e Afrodite. • Afrodite gli promette l’amore della donna più bella del mondo: Elena, moglie di Menelao, re di Sparta. • Paride porta Elena a Troia. • Menelao chiede aiuto agli altri principi greci. • Agamennone, fratello di Menelao, guida la spedizione degli Achei contro Troia. • Inizia una guerra destinata a durare dieci anni. Quando comincia l’Iliade, dunque, la guerra non sta iniziando: è quasi alla fine. MAPPA DELL’ANTEFATTO Giudizio di Paride → Elena a Troia → alleanza dei Greci → spedizione achea → lunga guerra → inizio dell’Iliade 4. IL TESTO: LA STORIA DELL’IRA DI ACHILLE All’inizio del poema una pestilenza colpisce l’esercito acheo. Il dio Apollo è adirato perché Agamennone ha rifiutato di restituire Criseide al padre Crise. Agamennone accetta di restituirla, ma pretende in cambio Briseide, la schiava assegnata ad Achille come premio di guerra. Per Achille non è soltanto la perdita di una donna: è un’offesa pubblica al suo onore. Achille, furioso, si ritira dal combattimento. Senza di lui gli Achei subiscono gravi sconfitte. Patroclo, l’amico più caro di Achille, decide di entrare in battaglia indossando le sue armi. Ettore, principe troiano, lo uccide. Il dolore trasforma l’ira di Achille: ora non è più rivolta contro Agamennone, ma contro Ettore. Achille torna a combattere, uccide Ettore e infierisce sul suo corpo. Ma il poema non termina con questa vendetta. Priamo, vecchio re di Troia e padre di Ettore, entra di notte nella tenda di Achille e gli chiede il corpo del figlio. Achille guarda Priamo e pensa a suo padre Peleo. Per un momento i due nemici non sono più soltanto un Greco e un Troiano: sono due uomini uniti dal dolore. Achille restituisce il corpo di Ettore. L’Iliade termina con i funerali dell’eroe troiano. 5. IL CONTESTO: IL MONDO DEGLI EROI Per noi è difficile capire fino in fondo alcune decisioni di Achille se le giudichiamo soltanto con la sensibilità di oggi. Nel mondo dell’Iliade alcuni valori sono fondamentali: ONORE (timé) = il riconoscimento pubblico del valore di un uomo. GLORIA (kléos) = la fama che sopravvive alla morte. PREMIO (géras) = il segno concreto dell’onore conquistato. DESTINO (moira) = il limite che nemmeno gli eroi possono evitare. DÈI = partecipano alle vicende umane, aiutano, ostacolano, proteggono. Quando Agamennone prende Briseide, quindi, Achille non pensa soltanto: «Mi ha tolto qualcosa». Pensa: «Ha mostrato davanti a tutti che il mio valore può essere ignorato». Se non conosciamo questo contesto, il suo comportamento può sembrarci soltanto capriccioso. Se lo conosciamo, possiamo comprenderlo meglio. Comprendere, naturalmente, non significa approvare tutto ciò che fa. 6. HYBRIS E NEMESI NELL’ILIADE Anche nell’Iliade ritroviamo la legge che abbiamo già incontrato. Agamennone supera il limite quando usa il proprio potere per umiliare Achille. Achille supera il limite quando lascia che l’ira governi ogni scelta e, dopo aver ucciso Ettore, oltraggia il suo corpo. In entrambi i casi l’eccesso produce conseguenze dolorose. La morte di Patroclo, il dolore di Achille, la distruzione che colpisce Greci e Troiani mostrano che nessuno può agire senza conseguenze. Ma l’ultima scena introduce qualcosa di nuovo: Achille riesce finalmente a fermarsi. Davanti al dolore di Priamo, ritrova il proprio limite umano. 7. IL VERO MOVIMENTO DELL’ILIADE L’Iliade può essere letta così: OFFESA → IRA → RITIRO → MORTE DI PATROCLO → VENDETTA → DOLORE → PIETÀ Il poema comincia con un uomo dominato dall’ira e termina con lo stesso uomo capace di riconoscere il dolore del proprio nemico. Questa è una delle ragioni per cui l’Iliade continua a parlarci ancora oggi. MAPPA CONCETTUALE ANTEFATTO Paride → Elena → guerra di Troia ↓ TESTO Agamennone offende Achille → ira → ritiro → morte di Patroclo → morte di Ettore → Priamo ↕ CONTESTO onore • gloria • premio • destino • dèi ↓ COMPRENSIONE L’ira distrugge; il dolore può restituire all’uomo il senso del limite. SAPERE IRRINUNCIABILE L’Iliade non è semplicemente il racconto di una guerra. È il racconto di ciò che accade quando l’ira e l’orgoglio superano il limite, ma anche della possibilità di riconoscere nell’avversario un essere umano. IN UNA FRASE L’ILIADE = L’IRA DI ACHILLE, LE SUE CONSEGUENZE E IL RITORNO ALLA MISURA UMANA