Platone
Le cose sensibili cambiano e sono imperfette. Se però riconosciamo che molte cose sono “belle”, “giuste” o “uguali”, dobbiamo avere un criterio stabile.
Percorso 01 · Scopro
Non devi sapere nulla di filosofia. Ti basta guardare le cose che hai davanti e accorgerti che contengono problemi strani.
Comincia da tre cose ↓1 · Guarda
Tocca un oggetto. Non cercare la risposta “giusta”: osserva quale domanda nasce.
2 · Il problema
Una persona cresce, cambia voce, idee, corpo. Eppure diciamo che è la stessa persona. Che cosa rimane?
3 · Due risposte
Non sono il sognatore e lo scienziato. Entrambi cercano ciò che rende comprensibile il reale, ma collocano il principio in luoghi diversi.
Le cose sensibili cambiano e sono imperfette. Se però riconosciamo che molte cose sono “belle”, “giuste” o “uguali”, dobbiamo avere un criterio stabile.
Separare il modello dalle cose non spiega bene come le cose esistano e cambino. La forma va cercata nell’individuo concreto, insieme alla materia.
4 · Prova
Il seme non è una quercia adulta. Ma non può diventare qualunque cosa. Non diventerà un delfino o una statua.
Platone chiederebbe quale modello intelligibile ci permette di riconoscere la quercia. Aristotele parlerebbe della quercia come possibilità reale del seme: una potenza che può passare all’atto.
Ciò che rende una cosa intelligibile come quel tipo di cosa. In Platone tende a essere separata; in Aristotele è nella sostanza concreta.
Ciò di cui una cosa è fatta. Per Aristotele non basta da sola: ha sempre una determinazione, una forma.
Una possibilità reale fondata nella cosa: il seme può diventare pianta.
La realizzazione di quella possibilità: la pianta cresciuta è il compimento della potenza del seme.
Ciò per cui una cosa è ciò che è e non un’altra cosa.
5 · Metti alla prova
6 · Il primo confronto
Hai incontrato il nucleo della loro differenza senza studiare ancora un capitolo di manuale.